Personaggi del Belice: Lorenzo Barbera

Molte delle lotte che furono portate avanti nel periodo post-terremoto nel Belice portano la firma di Lorenzo Barbera, sociologo e scrittore, autore dei libri La diga di Roccamena I ministri dal cielo e fondatore del Cresm (Centro ricerche economiche e sociali per il Meridione).

Lorenzo nasce a Partinico nel 1936 e inizia a collaborare con il Centro Studi e Iniziative per la Piena Occupazione di Danilo Dolci nel 1956. In quel periodo, Danilo riceve il Premio Lenin per la Pace, e insieme ai suoi collaboratori decide di fondare diversi Centri Studi nella Sicilia Occidentale, per promuovere lo sviluppo del territorio.

A Lorenzo Barbera viene affidata la guida del Centro Studi di Roccamena. Qui inizia a lavorare con ogni gruppo sociale, per capire quali possano essere le basi per uno sviluppo dal basso del territorio. Dopo alcuni anni, nasce il Comitato cittadino di Roccamena, che raggruppa cittadini, amministratori, sindacalisti e altri rappresentanti. Presto altri comuni del Belice vogliono replicare l’iniziativa, e alla fine si decide anche di creare un Comitato Intercomunale che riunisce 25 comuni della Valle.

Negli anni Sessanta Lorenzo Barbera e il Comitato cittadino di Roccamena iniziano a chiedere la costruzione di una diga sul fiume Belice, che consenta il passaggio dalle colture asciutte a quelle irrigue e aumenti così il tasso d’occupazione della zona. A Partinico Danilo Dolci sta conducendo già da anni una lotta analoga per chiedere una diga sullo Jato.

Dopo molte lotte, la costruzione dell’invaso sul Belice è ufficializzata nel 1963, anche se non viene avviata fino alla fine degli anni Settanta. La storia di questa diga, chiamata “Garcia”, si intreccia con quella del giornalista Mario Francese, che denuncia sul Giornale di Sicilia le speculazioni dei corleonesi intorno alla costruzione della diga, e per questo viene ucciso da Cosa Nostra.

Dopo il terremoto, Lorenzo organizza il Giudizio popolare di Roccamena, una sorta di tribunale popolare chiamato a giudicare l’operato dei politici che avevano fatto delle promesse ai terremotati e non le avevano rispettate. Ma a causa di una divergenza con Danilo Dolci, che non condivide il metodo utilizzato in occasione del Giudizio popolare, la strada di Lorenzo, della sua prima moglie Paola Buzzola e di altri collaboratori si divide da quella del Centro Studi e Iniziative di Partinico. Il loro gruppo fonda il Centro Studi Valle del Belice, con sede a Partanna, in provincia di Trapani.

Negli anni successivi, il Centro Studi di Partanna conduce due lotte molto importanti. La prima è quella con cui viene dichiarato con una serie di assemblee popolari che lo Stato è fuorilegge, perché non ha rispettato gli obiettivi e le scadenze che la legge sulla ricostruzione aveva fissato. Allo “Stato fuorilegge” i belicini rifiutano di pagare le tasse, fino a quando il governo non decide di esentare la popolazione terremotata dal pagamento delle imposte.

Un’altra importante lotta è quella in favore del servizio civile come alternativa al servizio militare per i giovani belicini. L’iniziativa è portata avanti attraverso la formazione dei “comitati antileva” a Partanna e in vari comuni del Belice. Dopo uno scontro particolarmente duro con lo Stato (che ricorre addirittura alle manganellate contro un presidio dei belicini a Montecitorio) a novembre 1970 il parlamento approva la legge che riconosce il gesto di disobbedienza civile dei giovani del Belice e permette loro di svolgere il servizio civile, con attività utili alla ricostruzione del loro territorio, al posto del servizio militare. Solo nel 1972 viene approvata la legge che consente l’obiezione di coscienza per tutti gli italiani.

Dopo lo scioglimento del Centro Studi Valle del Belice, nel 1973 Lorenzo Barbera fonda il Centro ricerche economiche e sociali per il Meridione (Cresm), attivo ancora oggi con sede a Gibellina.

Nel 1980 dopo il terremoto in Irpinia, Lorenzo si reca sul posto e finisce per rimanervi dodici anni, restando coinvolto, oltre che nella ricostruzione in senso stretto, anche nello sviluppo di quel territorio. In seguito, Lorenzo lavora per la formazione dei quadri dell’Unione europea sul tema della partecipazione popolare. Oggi vive a Partanna dove una volta sorgeva la baracca Martin Luther King, sede del Centro Studi Valle del Belice.

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