Personaggi del Belice: Ludovico Corrao

Ludovico Corrao è stato un uomo dalle infinite sfaccettature: avvocato penalista, sindaco di Alcamo, membro dell’Assemblea regionale siciliana (Ars), deputato prima, senatore poi. Ma soprattutto primo cittadino di Gibellina dopo il sisma del 1968, amante e sostenitore dell’arte e della cultura mediterranea in ogni sua manifestazione.

Non basterebbe un libro a raccontare la vita eccezionale di questo politico e uomo di cultura, ma qui proveremo a riassumerla nei punti fondamentali.

L’esperienza del milazzismo

Ludovico Corrao, nato in una famiglia di artigiani di Alcamo, in provincia di Trapani, era avvocato ed esponente politico della sinistra democristiana.

Dopo essere stato eletto all’Ars, si schierò al fianco di Silvio Milazzo e divenne così protagonista della scissione della Dc da cui nacque il cosidetto “milazzismo”.

Milazzo riuscì a formare un’alleanza tra diverse formazioni politiche e a mettere i democristiani in minoranza, con l’obiettivo dichiarato di promuovere la piena applicazione dello Statuto dell’Autonomia siciliana.

Quando fu eletto presidente della Regione Sicilia nel 1958, Corrao assunse l’incarico di Assessore regionale ai Lavori Pubblici.

Anche se il giudizio sull’esperienza politica del milazzismo non è univoco (c’è chi la bollò come mero trasformismo), la prima scissione della Dc fu un fatto storico, e i politici siciliani che la promossero furono addirittura scomunicati dalla Chiesa cattolica.

Quell’esperienza, ad ogni modo, durò meno di due anni, perché il secondo governo Milazzo entrò in crisi all’inizio del 1960 anche a seguito di alcuni casi di corruzione, senza aver raggiunto i suoi obiettivi più importanti.

Il caso Viola e il caso Verzotto

Da penalista, Ludovico Corrao ebbe il merito di aver seguito come avvocato di parte civile il processo ai rapitori e allo stupratore di Franca Viola, la ragazza di Alcamo che divenne la prima donna italiana ad aver rifiutato il matrimonio riparatore.

La scelta di rappresentare Franca e la sua famiglia al processo non era scontata perché i suoi aguzzini non erano persone comuni. Il giovane che guidò la spedizione per sequestrare la ragazza, quel 26 dicembre 1965, era Filippo Melodia, nipote di un boss locale e mafioso a sua volta.

Corrao sapeva che schierandosi con la famiglia Viola si sarebbe inimicato i Melodia, ma non si fece spaventare. Anche grazie al suo contributo al processo, il giovane venne condannato.

Più controversa fu la decisione di Corrao di difendere in diverse occasioni Graziano Verzotto, politico e dirigente democristiano della prima repubblica, che fu segretario regionale della Dc in Sicilia fino al 1966 e fu poi nominato presidente dell’Ente Minerario Siciliano (Ems).

Verzotto fu testimone di nozze del capomafia di Riesi Giuseppe Di Cristina, accusato da alcuni pentiti di aver sabotato l’aereo che esplose con a bordo il presidente dell’Eni Enrico Mattei. Verzotto fu tra coloro che volarono sull’aereo il giorno prima dell’esplosione. Il dirigente fu inoltre ricercato per diversi anni a causa dei fondi neri dell’Ems depositati nella banca di Sindona.

In particolare, la scelta di difendere Verzotto provocò una polemica con Achille Occhetto, allora segretario regionale del Pci. Corrao, nel frattempo, era stato eletto al Senato candidandosi come indipendente insieme al Partito comunista.

L’utopia di Gibellina

Dopo il terremoto nel Belice, Ludovico Corrao si candidò come sindaco di Gibellina e vinse le elezioni. Negli anni successivi, utilizzò il suo ruolo politico e la sua visibilità a livello nazionale per attirare nel paese artisti e architetti molto famosi, che realizzarono le loro opere gratuitamente per contribuire alla ricostruzione e alla rinascita della città.

Fu lui, ad esempio, a intercedere con Alberto Burri per la realizzazione del famoso cretto che ricopre l’antica sede della città di Gibellina replicandone le strade.

Fu sempre Corrao a promuovere l’opera di Pietro Consagra, che realizzò la Stella d’ingresso al Belice, vista dal senatore come “un arco di trionfo che richiama fortemente le feste dei nostri paesi” e come “il segno di una rinascita”.

Altri artisti che operarono a Gibellina furono Arnaldo Pomodoro,  Mimmo Paladino, Vittorio Gregotti, Alberto Samonà e Giuseppe Samonà, Franco Purini e Laura Thermes, Ludovico Quaroni e tantissimi altri.

Corrao credeva profondamente in un’arte “democratica”, cui potessero accedere non solo gli abitanti delle città più ricche, ma anche i gibellinesi e gli altri cittadini delle zone terremotate. Le sue scelte per promuovere la rinascita di Gibellina, tuttavia, non furono esenti da critiche da parte di chi le riteneva opere monumentali slegate dalla tradizione e la cultura del territorio.

La Fondazione Orestiadi e il Museo delle Trame mediterranee

Al termine della sua esperienza da sindaco, Ludovico Corrao volle far sì che la sua opera per il rilancio artistico e culturale di Gibellina proseguisse attraverso una fondazione, la Fondazione Orestiadi, che ospita ogni anno un festival di opere teatrali, musica e danza.

Corrao ideò e realizzò anche il Museo delle Trame mediterranee, che ha sede nella Fondazione presso il Baglio Di Stefano, a Gibellina, e raccoglie la sua collezione privata di opere d’arte e oggetti d’artigianato delle due sponde del Mar Mediterraneo, sottolineando i numerosi elementi in comune.

La tragica morte

Ludovico Corrao fu assassinato dal suo domestico ventenne Saiful Islam, originario del Bangladesh, mentre si trovava nella sua casa a Gibellina, al piano superiore della Fondazione Orestiadi, il 7 agosto 2011.

Il giovane, che ha confessato il delitto, è stato assolto e trasferito in un ospedale psichiatrico in quanto ritenuto incapace di intendere e di volere.

 

Fonti: 

L. Corrao, B. Carollo, Il sogno mediterraneo, Ernesto di Lorenzo editore (ristampa maggio 2017)

M. La Ferla, Te la do io Brasilia. La ricostruzione incompiuta di Gibellina nel racconto di un giornalista-detective, Stampa Alternativa, 2004 

http://www.corriere.it/cronache/08_maggio_13/verzotto_mattei_a447a1ca-2102-11dd-b34d-00144f486ba6.shtml

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/06/21/fu-di-cristina-sabotare-aereo.html

http://www.corriere.it/cronache/12_agosto_09/verzotto-misteri-cavallaro-demauro_9c147388-e24c-11e1-81e3-b1fe4cfc8e55.shtml

http://www.senato.it/leg/05/BGT/Schede/Attsen/00000688.htm

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2012/04/21/news/uccise_l_ex_senatore_corrao_assolto_perch_incapace-33676229/

Immagine: Ludovico Corrao © Gianni Faraci, 2011 

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