Dieci curiosità che (forse) non sapete sul Belice

Numero dieci. Per alcuni è un dettaglio molto importante, per altri lo è meno. Fatto sta che la pronuncia corretta è Belìce e non Bèlice, anche se la seconda forma resta molto diffusa. Il controverso accento sul nome del fiume che attraversa la Sicilia occidentale, e che per esteso viene utilizzato per indicare l’intera zona, ha risentito proprio del terremoto del 1968. I giornalisti inviati dalle televisioni nel Belice, infatti, hanno utilizzato nei loro servizi la pronuncia errata, trasformando il nome da parola piana a parola sdrucciola, e così questa ha iniziato a diffondersi.

Per approfondire: 

http://archivio.blogsicilia.it/curiosita-si-dice-belice-o-belice/

http://www.castelvetranoselinunte.it/belice-o-belice-le-ragioni-di-un-nome/20690/

Numeno nove. A Poggioreale antica esiste un edificio sul quale è ancora leggibile la scritta in verticale DVX, di chiara ispirazione fascista. In realtà quella scritta non è un residuo del ventennio ma, secondo quanto riferito dai soci dell’Associazione Poggioreale Antica, si tratta di un elemento di scenografia realizzato per girare un film e mai eliminato. Nella “città fantasma” di Poggioreale antica, abbandonata dopo il terremoto del 1968, sono stati girate scene di diversi film, tra cui le pellicole di Giuseppe Tornatore Nuovo Cinema Paradiso (1988), L’uomo delle stelle (1995), e Malena (2000), ma anche alcune scene de La piovra e di Cefalonia.

Per approfondire: 

http://www.turismo.trapani.it/it/1651/ruderi-di-poggioreale.html

https://poggiorealeantica.wordpress.com/

Numero otto. La notizia del terremoto nel Belice al telegiornale della Rai fu annunciata da Piero Angela, che allora era conduttore del tg sul canale unico della rete di stato. Qui sotto il video di quell’edizione.

Per approfondire: 

Numero sette. A Santa Margherita Belice, uno dei centri maggiormente colpiti dal terremoto, ha sede il “Museo della memoria”, inaugurato nel 2007 all’interno dell’ ex chiesa Madre, parzialmente distrutta dal sisma e ristrutturata. Nelle vicinanze, si trova anche il “Museo del Gattopardo”, che ha sede all’interno dell’antico palazzo Filangeri di Cutò, residenza signorile appartenuta alla famiglia materna di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, dove lo scrittore trascorse estati felici dell’infanzia e della giovinezza.

Per approfondire:

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/04/14/la-tragedia-del-belice-un-museo-della.html

http://www.retemusealebelicina.it/museo-del-gattopardo/

Numero sei. Il primo piano per la ricostruzione e lo sviluppo del Belice dopo il terremoto, realizzato a cura del Centro Studi e Iniziative di Danilo Dolci, era pronto già a settembre 1968. Gli autori del documento, intitolato “Piano di sviluppo per la ricostruzione delle Valli del Belice, del Carboj e dello Jato” utilizzarono i dati raccolti a partire dal 1962 per conto del Comitato intercomunale per la pianificazione organica della Valle del Belice. Questo ente univa rappresentanti politici e della società civile di 25 comuni delle tre province della Sicilia occidentale, allo scopo di promuovere uno sviluppo programmato del territorio.

Grazie al lavoro svolto negli anni precedenti, i collaboratori del Centro Studi sapevano quindi esattamente da cosa partire per la rinascita del territorio. Alcune parti del piano divennero spunti per l’Ises, l’ente del Ministero del Lavori Pubblici incaricato della ricostruzione, ma per il resto il documento non fu mai attuato. La ricostruzione dei centri abitati iniziò solo molti anni dopo.

Per approfondire:

http://www.antithesi.info/0newf/leggitxt.asp?ID=569

http://patrimonio.aamod.it/aamod-web/film/detail/IL8600002545/22/per-sviluppo-organico-valli-dello-jato-del-belice-del-carboi.html?startPage=0&idFondo=&multiSearch=true

Numero cinque. Dopo il terremoto nel Belice, il Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat volle ospitare 16 famiglie terremotate nelle ex scuderie del Quirinale. A un certo punto in una di quelle famiglie nacque anche un bambino, a cui venne dato il nome “Giuseppe”, proprio come il Capo dello Stato, che divenne il suo padrino. In seguito, l’amministrazione ebbe alcune difficoltà a riprendere possesso degli appartamenti.

Per approfondire: 

http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2002/11/14086723.pdf

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/04/07/la-casa-degli-italiani.html

Numero quattro. I ruderi di Poggioreale antica, abbandonati dopo il sisma, sono stati utilizzati negli ultimi anni per le esercitazioni di alcune unità di Vigili del Fuoco del Corpo Nazionale e della Protezione Civile. Le squadre addette alla USAR (Urban Search and Rescue), che intervengono in caso di terremoti o grandi disastri naturali, hanno utilizzato le maceria per simulare una situazione di emergenza e le relative operazioni di ricerca e salvataggio.

Per approfondire: 

http://trapani.gds.it/2016/10/10/terremoti-esercitazione-a-poggioreale_575063/

https://poggiorealeantica.wordpress.com/2017/09/26/poggioreale-esercitazione-tra-i-ruderi/

Numero tre. Secondo uno studio condotto dall’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) negli ultimi anni, la faglia che attraversa la Sicilia occidentale a partire da Capo Granitola, proseguendo a cavallo della linea tra Castelvetrano e Campobello di Mazara, fino a Partanna e Montevago, è con tutta probabilità responsabile sia del sisma del 1968 nella Valle del Belice sia dei due terremoti che colpirono l’antica città di Selinunte, dove oggi rimane un vasto parco archeologico che comprende i resti dei templi greci.

Per approfondire: 

https://ingvterremoti.wordpress.com/2014/05/22/speciale-una-faglia-attiva-in-sicilia-occidentale-identificata-grazie-a-uno-studio-multidisciplinare/#more-5591

 

Numero due. Il museo Belìce/EpiCentro della Memoria Viva, con sede a Gibellina Nuova, in questi anni ha raccolto e continua a raccogliere foto, video e immagini dei luoghi, dei paesaggi e del popolo del Belice tra gli anni Sessanta e Ottanta. Chi vuole può contribuire alla realizzazione di un grande mosaico che sarà installato nel 2018.

Per approfondire: 

http://www.epicentrobelice.net/

Numero uno. In occasione del cinquantesimo anniversario dal sisma, 21 comuni della Valle del Belice hanno promosso un ciclo di iniziative culturali, artistiche, laboratori e convegni raggruppate dallo slogan “Insieme per Costruire Bellezza” che si svolgeranno lungo tutto il corso del 2018.

Per approfondire: 

https://www.facebook.com/belice50/

http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2018/01/02/terremoti-50-anni-dal-sisma-belice-racconta-ricostruzione_7aa3baae-cd6f-4ae3-9299-d3ae6f0e3ce6.html

 

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